«Investire nei paesi africani e farlo subito». È la perentoria raccomandazione che Pier Luigi D’Agata, direttore generale Assafrica & Mediterraneo – Confindustria, rivolge a tutte le imprese della penisola italiana, modenesi comprese. L’occasione è offerta dal convegno organizzato dai Giovani imprenditori di Modena, dal titolo “Africa del Nord e sub sahariana: quale futuro per le imprese”,cui ha partecipato anche Antonella Fezzi, consigliere con delega all’internazionalizzazione di Confindustria Modena.
Le recenti vicende hanno aperto interrogativi sul futuro delle imprese che avevano investito, o erano in procinto di farlo, in Africa. Ma D’Agata tranquillizza gli imprenditori under 40 geminiani: «Per le imprese, grandi, ma anche medio-piccole – afferma D’Agata – le opportunità sono numerose. Le grandi imprese si devono riconvertire e si stanno creando nuovi equilibri economici, dove le imprese italiani dovranno inserirsi necessariamente, essendo le stesse già ben viste. Ci sono numerosi investimenti e nuove alleanze all’orizzonte, che prima delle cosiddette rivoluzioni era difficile trovare vista la presenza di monopoli».
Cogliere le opportunità, dunque, è la parola chiave e senza tergiversare troppo, farlo prima «che si consolidino – aggiunge D’Agata – gli assetti di potere economico». Secondo D’Agata la fase di crisi (esclusa la situazione libica) è sostanzialmente superata e anche durate i disordini le imprese hanno saputo affrontare l’imprevisto con sangue freddo. «Il blocco delle nostre imprese – parola di D’Agata – è durato massimo due-tre giorni, ora si lavora a pieno ritmo e il personale tunisino ed egiziano ha contribuito a mandare avanti l’attività delle imprese italiane. Sono di recente tornato dal Forum per gli investimenti esteri e la delegazione più ampia era proprio quella italiana». Ne sa qualcosa anche Simone Santi, coordinatore del Mame (network giovani imprenditori Africa, Mediterraneo e Medio Oriente), console onorario a Milano della Repubblica del Mozambico, nonché chief executive di Leonardo business consulting srl, che vanta in Africa ben sei uffici, nel Sud Africa, in Mozambico, in Angola, in Ghana, in Etiopia e in Tunisia. «In Nord Africa – afferma Santi – i settori di maggiore interesse sono senza dubbio quelli a grande intensità umana, come Ict, le energie rinnovabili, il comparto costruzioni, il tessile e anche l’agricoltura». Riguardo le recenti rivolte civili, invece, Santi ha vedute ottimistiche: «Oggi sono paesi più democratici, liberali e pieni di opportunità, ci sono sia le nazionalizzazioni che le privatizzazioni, quelle ad esempio legate alla famiglia di Ben Alì, che si traducono in opportunità da cogliere per le nostre imprese». Santi vede anche la Libia fonte di possibili opportunità: «I capitali libici – dice – si muovono su Egitto e Tunisia, quindi è vantaggioso fare affari coi libici ma in Egitto e Tunisia».
